Ventotto ragazzi, metà dei quali tedeschi, insieme per una settimana. Per loro, tante attività culturali in inglese e tantissimo sport e poi feste in spiaggia e una gita nella città eterna. IL presidente nazionale AiCS: “Lo sport resta la migliore lingua universale: leva di dialogo tra i giovani”

Cala il sipario e con successo sull’ AiCS International Sport Youth Camp , il camp sportivo internazionale che l’ufficio internazionale di AiCS ha promosso nei giorni scorsi a Ostia con il supporto tecnico dell’associazione Sport in Tour. Ventotto i ragazzi partecipanti tra i 14 e i 19 anni, 11 dei quali tedeschi grazie alla longeva partnership tra AiCS e l’associazione Sportjugendt: tutti insieme per una settimana trascorsa all’insegna di tanto sport da spiaggia e da mare (dal beach soccer al beach tennis, dal sup al footvolley), e di tante attività di laboratorio e culturali come la gara di raccolta rifiuti a premi, la Rifiuthlon, la festa notturna con falò sulla spiaggia, e l’immancabile gita nella città eterna, che ha permesso alla maggior parte di loro di vedere Roma per la prima volta nella vita.

Spazio anche ai laboratori culturali: i ragazzi sono stati anche coinvolti nelle attività alla scoperta dei valori europei e si sono preparati insieme ai tornei di fine camp. Hanno composto le proprie squadre, ideato il nome dei team, progettato e disegnato insieme le t-shirt. Il tutto, chiacchierando tra di loro in inglese, sempre grazie al supporto dell’Ufficio politiche internazionali di AiCS.

Ha fatto visita loro anche il presidente nazionale di AiCS, Bruno Molea. “Lo sport resta il miglior linguaggio universale possibile – ha commentato Molea -. Esperienze come questa sono grandi opportunità non solo di conoscenza ma anche di formazione e dialogo”.

I giovani partecipanti hanno alloggiato al camping Roma Capitol di Ostia e tutte le attività sportive e sociali sono state organizzate da Sport in Tour nello stabilimento balneare Oasi Beach Ostia.  

Il team azzurro si piazza secondo nel medagliere, con 77 medaglie – 20 delle quali oro

AiCS si impone con ottimi risultati ai Mondiali di nuoto Csit disputati nel week end in Finlandia, a Oulu: conclude le gare seconda nel medagliere generale, con 77 medaglie (20 oro, 31 argento e 26 bronzo). Prima in classifica l’austriaca ASKO, terza l’olandese NCS.

Ben 227 atleti provenienti da 7 Nazioni diverse si sono contesi i titoli internazionali di nuoto, dal 25 al 27 agosto scorsi. L’Italia era presente con due team: quello rappresentato da AiCS e quello rappresentato da ACSI. Le altre associazioni presenti erano: ASKÖ (Austria), FAWSI (Iran), FROS (Belgio), HAPOEL (Israele), NCS (Paesi Bassi) e TUL (Finlandia): gran parte degli atleti ha mostrato un alto livello di preparazione tecnica, nonostante si trattasse di gare amatoriali. Molti sono stati in grado di assicurarsi la medaglia d’oro più volte. A svettare, tra i partecipanti, è stato l’austriaco Daniel Scharrer (ASKÖ) con sette medaglie d’oro. Roel Rademaker (NCS) ha vinto sei ori, Carlo Ciurlia e Riccardo Ravaioli (entrambi AiCS) cinque ori ciascuno. Nella gara femminile, l’austriaca Laura Kurzewski (ASKÖ) è stata la più vincente con sei ori. Sara Laukanan, Roosa Kärkkainen (entrambi TUL) e Ditte Claeys (FROS) hanno vinto tre volte ogni cinque ori. Tra i partecipanti, a dimostrazione dell’accessibilità del campionato mondiale, anche il campione AiCS Marco Lijoi, atleta ipovedente della Rari Nantes Romagna.

La commissione tecnica CSIT di nuoto è presieduta dal tecnico AiCS Roberto Vecchione; segretario Hugo Wanders (NCS).

Di seguito, il medagliere dettagliato di AiCS.

ORO

Carlo Ciurlia 200 misti-100 stile-400 stile-50 stile -200 stile

Selce Isabella Maria 400 stile

Pellegrino Gioele 100 rana -200 rana

Riccardo Ravaioli 200 misti-50 farfalla-200 farfalla -200 stile

Diego Gatta 200 farfalla

Paolo Ciurlia 50 farfalla

Caterina Sirri 50 farfalla

Pellegrino Mattia 100 dorso

4×100 Medley Relay M13 (Ciurlia/Rausa/Pellegrino/Pellegrino)

4×50 Medley Relay M13 ( Ciurlia/Marti/Pellegrino M./Rausa)

4×100 Freestyle Relay M13 (Ciurlia/Rausa/Pellegrino/Pellegrino)

4×50 Freestyle Relay M13 (Ciurlia/Rausa/Pellegrino/Pellegrino)

ARGENTO

Selce Isabella Maria 200 misti

Daniele Rausa 200 misti – 50 rana-100 rana- 200rana

Sara Resta 50 rana-100 rana-2oo rana

Caterina Sirri 100 stile-100 farfalla-50 stile

Avanzi Roberto 100 farfalla

Mattia Pellegrino 100 stile-400 stile-200 stile

Sofia Rovaioli 400 stile -200 rana

Riccardo Rovaioli 50 dorso-100 dorso

Maggio Simone 50 stile

4×100 Medley Relay F13 (Greco/Resta/Vecchio/Maggio)

4×100 Medley Relay M15 (Ciurlia/Vecchio/Avanzi/Maggio)

4×50 Medley Relay M15 (Vecchio/Gatta/Avanzi/Maggio)

4×50 Medley Relay M15 (Bronzetti/Rondoni/Sirri/Selce)

4×50 Medley Relay F13 (Greco/Maggio/Vecchio/Resta)

4×100 Medley Relay F15(Bronzetti/Rondoni/Sirri/Selce)

4×100 Freestyle Relay F13 (Greco/Resta/Vecchio/Maggio)

4×100 Freestyle Relay F15(Sirri/Rausa/Belperio/Selce)

4×100 Freestyle Relay M15(Maggio/Avanzi/Ciurlia/Gatta)

4×50 Freestyle Relay F15(Sirri/Rausa/Belperio/Selce)

4×50 Freestyle Relay M15 (Ciurlia/Avanzi/Gatta/Maggio)

BRONZO

Diego Gatta 200 misti-100 farfalla

Simone Maggio 50 rana-50 dorso

Paolo Ciurlia 100 stile-400stile

Roberto Avanzi 100 stile-400 stile -200 stile

Riccardo Ravaioli 100 stile-50 stile

Belperio Giusy 400 stile-200 stile

Sirri Caterina 50 dorso

Selce Isabella Maria 100 rana-100 dorso

Sofia Rovaioli 100 rana

Greco Vittoria Maria 200 dorso-100 dorso

Vecchio Adele 100 farfalla

Pellegrino Gioele 50 stile

Marti Diego 200 rana-50 farfalla-50 rana-100 rana

4×50 Freestyle Relay F13 (Greco/Maggio/Vecchio/Resta)

Roberto Di Donna (Roma, 8 settembre 1968) è un ex tiratore italiano, campione olimpico nel tiro con la pistola, appartenente al Gruppo Sportivo Fiamme Gialle (Guardia di Finanza). È detentore dei record italiani di pistola aria compressa (col punteggio di 592/600) e pistola libera (col punteggio di 573/600). Ha rinunciato a partecipare alle Olimpiadi di Atene nel 2004, a causa di un momento di crisi personale che lo aveva portato ad ottenere risultati ben al di sotto delle sue possibilità. Negli anni successivi ha aperto una scuola di tiro nella sua città natale, continuando a competere a livello nazionale ed internazionale. Dal 2011 è allenatore della squadra nazionale juniores di pistola. Ai Giochi della XXXI Olimpiade del 2016 ha commentato per Rai Sport le gare di tiro a segno.

Carriera

Durante la carriera di atleta, Roberto Di Donna ha conquistato:

•1994: Finale Coppa del Mondo (Monaco di Baviera)

– Bronzo (pistola libera)

•1995: Finale Coppa del Mondo (Monaco di Baviera)

– Oro (pistola libera)

– Argento (pistola aria compressa)

•1996: Finale Coppa del Mondo (Naefels)

– Oro (pistola libera)

– Oro (pistola aria compressa)

•1996: Olimpiadi di Atlanta

– Oro (pistola aria compressa)

– Bronzo (pistola libera)

•1997: Finale Coppa del Mondo (Lugano)

– Oro (pistola aria compressa)

– Argento (pistola libera)

E’ stato designato “Tiratore dell’anno” dalla stampa internazionale specializzata nel 1994 e nel 1996. Di Donna ha ufficialmente lasciato l’attività agonistica nel corso della presentazione del calendario sportivo delle Fiamme Gialle, dove ha ricevuto il premio alla carriera. Il gruppo sportivo delle fiamme gialle ha voluto celebrare gli innumerevoli successi del tiratore azzurro ripercorrendo i momenti più belli della sua carriera. Una carriera iniziata molto tempo fa con il primo oro europeo ad Helsinki nel 1986, a soli 18 anni. Indimenticabile la finale olimpica di Atlanta nel 1996 quando ha conquistato l’oro nella pistola a 10 metri controllando perfettamente tensione ed emozione e regalandosi una medaglia storica.

Curiosità

In una famosa intervista, Roberto Di Donna ha dichiarato che si diventa un campione se si ha un forte desiderio. Infatti, per lui, la molla principale che spinge un atleta e che gli dà la possibilità di diventare un campione è la motivazione. La motivazione fa la differenza: se si possiede l’intenzione e in più la motivazione, si va avanti, al di là delle doti. Bisogna ricollegare tutto ciò che si fa a tutto ciò che si vuole, si deve vivere in funzione del vincere. L’energia che ricarica il campione è la sete di vittoria, è la vittoria stessa. Poi aggiunge che le Olimpiadi del 1996 hanno segnato la sua vita, perché ha avuto l’impressione di aver fatto il suo dovere, di aver fatto qualcosa per il proprio paese! E’ stato un successo cercato, fortemente voluto. La sua preparazione alle Olimpiadi è stata intensa e faticosa. In un certo senso si è allontanato dal mondo esterno perché la possibilità di avere un quarto d’ora di gloria capita solo ogni quattro anni. Per questo dice: “Bisogna pensare tappa per tappa perché bisogna alleggerire l’obiettivo finale. La forza l’acquisisci strada facendo e così ricavi la consapevolezza delle tue possibilità”. Nella sua disciplina è difficile il controllo della tensione: “Devi stare fermo con un attrezzo mentre il cuore continua a batterti e poi devi mollare il colpo con la pistola”, aggiunge Di Donna. Deve esserci il massimo impegno nella ricerca della continua perfezione.

Il tiro a segno

Il Tiro a Segno è una disciplina sportiva, che consiste nel colpire un bersaglio il più possibile vicino al centro, da una determinata distanza con un’arma da fuoco o ad aria compressa. Questo sport trae le sue origini dalla pratica militare. Attualmente “tiro a segno” indica l’attività di tiro ad un bersaglio di carta o elettronico, distinguendosi così dalle discipline del tiro a volo e del tiro con l’arco. È sport olimpico sin dalla prima edizione dei Giochi Olimpici moderni (Atene – 1896). Il tiro a segno è presente come disciplina olimpica anche all’interno delle paralimpiadi. E’ uno sport molto complesso perché c’è bisogno di tanta concentrazione, forza fisica e psichica, maturità tecnica e tattica, autocontrollo (soprattutto per l’ansia nel momento della gara), molto lavoro aerobico anche se poco sforzo muscolare, rispetto ad altre discipline.

Il dipartimento per le Politiche giovanili e il servizio civile universale ufficializza la data di avvio dei nuovi progetti: si parte il 16 settembre

Partiranno ufficialmente il prossimo 16 settembre i progetti di Servizio civile universale in AiCS approvati alla fine del 2021. Sono ben 124 gli operatori volontari in partenza e che saranno impegnati nei tre programmi di intervento presentati da AiCS nazionale e che si svolgeranno un po’ in tutta Italia. Si tratta del programma “Sport a colori” (65 volontari); “Alla scoperta della cultura italiana” (13 operatori volontari); “”Diritti in rete: ripartiamo dai giovani”, con l’impiego di 46 operatori.

PROGRAMMA 1 – Sport a colori

Il programma “Sport a colori” prevede al suo interno 6 progetti di inclusione attraverso lo sport. Sono, nel dettaglio: Sport Arcobaleno per l’impiego di 6 volontari su Roma; Sport in blu per 12 operatori volontari tra Napoli, Rovigo, Salerno, Veneto e Umbria; Sport in Rosa per 18 giovani volontari impiegati tra Firenze, Forlì, Genova, Lucca, Padova e Roma; Sport in Verde per 16 giovani che saranno impegnati a Ferrara, in Friuli Venezia Giulia, a Massa Carrara, Torino e Verona; Sport in giallo per 13 volontari tra Cagliari, Pistoia, Rieti, Venezia e Sassari.

PROGRAMMA 2 – Alla scoperta della cultura italiana

Il programma prevede 3 progetti: “Il costume storico italiano” che impiegherà 4 volontari con il comitato AiCS dell’Emilia Romagna; “L’Italia torna in scena” per altri 4 volontari a Bari; “La costituzione per tutti”, per 5 volontari con Associazione Proteo Fare Sapere Nazionale e Associazione Proteo Roma e Lazio. Il programma prevede un accordo di rete con FICTUS Federazione Italiana degli Enti Culturali, del Turismo sociale e Sportivi.

PROGRAMMA 3 – Diritti in rete: ripartiamo dai giovani

Il programma coinvolgerà 6 enti di accoglienza e prevede un accordo di rete con gli enti Fondazione Child per lo Studio e la Ricerca sull’infanzia e l’adolescenza e Vita società Editoriale S.P.A. Prevede 2 progetti: “Vivere l’ascolto” per l’impiego di 4 operatori volontari con Telefono Azzurro di Milano; “Educare insieme” per 40 volontari operatori che saranno impegnati nelle sedi di Telefono Azzurro di Milano, Torino, Treviso, Rovigo, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Roma, Napoli, e Palermo.

PROGRAMMA 4 – Educazione digitale tra generazioni: un gioco di squadra

Il programma prevede un accordo di rete con gli enti Fondazione Child per lo Studio e la Ricerca sull’infanzia e l’adolescenza e Vita S.p.A. Impresa Sociale. Prevede 2 progetti: “Generazioni Digitali: voci e territori a confronto” per l’impiego di 16 operatori volontari complessivi con Telefono Azzurro di Milano, Modena, Torino, Treviso (4 in ogni sede); “Generazioni Digitali: uno sguardo a sud” per 8 operatori volontari complessivi che saranno impegnati nelle sedi di Telefono Azzurro di Roma e Palermo (4 in ogni sede).

La manifestazione multisportiva AiCS ha visto circa 6mila partecipanti sulla Riviera romagnola per 900 gare tra diverse specialità – SCARICA QUI TUTTE LE CLASSIFICHE

Cervia (Ra) 13 settembre 2022 – È stata una grande festa di sport per tutti la 31esima edizione di Verde Azzurro, la manifestazione nazionale organizzata da AiCS Associazione italiana Cultura Sport sulla Riviera romagnola, in particolare tra Cervia (Ra), Cesena, Cesenatico (Fc) e Misano Adriatico (Rn).

Sono stati circa 6mila i partecipanti coinvolti tra atleti, staff tecnici ed accompagnatori, provenienti da tutta Italia per le finali dei Campionati Nazionali AiCS in diverse discipline, con un programma che ha visto svolgersi circa 900 gare.

La “regina” è stata ancora una volta l’Atletica leggera, con il Memorial “Pietro Mennea” che ha coinvolto atleti di tutte le categorie (Esordienti, Ragazzi, Cadetti, Allievi, Juniores e Adulti, sia uomini che donne). Al termine di tre giorni di gare, a trionfare nella classifica per società è stata Roma (7.725 punti), davanti a Rimini (7.547) e Perugia (7.512).

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Partecipazione da record per il Pattinaggio artistico, dove dopo 19 giorni di gare la 46esima edizione del “Memorial Sandro Balestri” ha visto trionfare, tra le oltre 170 società AiCS provenienti da 16 differenti Regioni italiane, gli atleti di Napoli (534 punti) davanti a Pisa (482) e Massa-Carrara (372).

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Grande successo come sempre anche per le gare di Pallavolo: nei tornei Under 14 e Open femminili dominio di Bologna che ha piazzato due squadre in finale (a spuntarla sono state rispettivamente Idea Volley su Ozzano e Anzola su Villanova), mentre tra le squadre Under 16 femminili, sempre Bologna si è arresa solo al tie-break (10-15) contro Arezzo. Roma protagonista invece nel torneo Under 18 femminile, dove ha trionfato contro Foggia (3-0), e in quello maschile, dove ha monopolizzato la finale (il derby tra Ostia e Velletri se lo sono aggiudicato i primi per 3-0); così come nel torneo Open Maschile, con tre squadre tra le prime quattro (a vincere è stata la Cecilia Sport). Nel torneo Open misto, infine, Latina ha superato Vicenza per 3-1.

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Atleti romagnoli protagonisti invece negli sport da spiaggia: nel Beach Tennis le finali femminili hanno visto trionfare la coppia formata dalla cesenate Monica Tedorani e dalla riminese Egle Migani, che si è imposta al tie-break su Carlotta Giovanardi e Dania Lampredi. Nel torneo maschile, successo per il cesenate Matteo Amadori e il riminese Tommaso Agostini, vittoriosi (anche loro al tie-break) sulla coppia cesenate formata da Nicola Montagna e Lorenzo Ferri.

Per quanto riguarda il Beach Volley, nel torneo 2×2 maschile a trionfare sono stati i cesenati Matteo e Michele Mazzotti che hanno superato la coppia di conterranei formata da Matteo Bellomo e Leonardo Rocchi. Nel torneo femminile, podio tutto romagnolo, con la forlivese Valentina Macchi e la ravennate Vania Baravelli sul gradino più alto, seguite dalle coppie cesenati formate da Micaela Raggio e Maria Strada e da Bianca Mazzotti e Lucia Roversi. Infine, nel torneo Misto successo per i perugini Edoardo Vagnetti e Carolina Martinelli, che si sono imposti sulla coppia cesenate formata da Micaela Raggio e Kim Casadei.

A chiudere il programma, dopo il debutto dello scorso anno, anche il Campionato nazionale di Powerlifting, che ha visto svolgersi gare di sollevamento pesi (Squat e Bench press) per le categorie Youth, Junior, Open e Master (maschili e femminili).

IN ALLEGATO, TUTTE LE CLASSIFICHE DEL POWERLIFTING

Verde Azzurro è organizzato dalla Direzione Nazionale AiCS Dipartimento Sport con la collaborazione del Comitato Regionale AiCS Emilia Romagna e dei Comitati Provinciali coinvolti. La manifestazione si è avvalsa del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del sostegno delle Istituzioni locali.

Torna nel week end in riviera adriatica il clou di VerdeAzzurro, la manifestazione multi sportiva nazionale organizzata da AiCS e giunta quest’anno alla sua 31esima edizione.

Anche quest’anno si rinnova il connubio con la Riviera romagnola, teatro dell’iniziativa che nel weekend in arrivo, da venerdì 9 a domenica 11 settembre, vivrà il suo momento più vivo, con le finali dei Campionati Nazionali AiCS in diverse discipline. In tutto sono circa 6mila i partecipanti coinvolti tra atleti, staff tecnici ed accompagnatori, provenienti da tutta Italia. Il programma vede lo svolgimento di circa 900 gare tra Cervia (Ra), Cesena, Cesenatico (Fc) e Misano Adriatico (Rn).

Immancabile l’appuntamento con l’Atletica leggera e il Memorial “Pietro Mennea” che coinvolgerà atleti di tutte le categorie (Esordienti, Ragazzi, Cadetti, Allievi, Juniores e Adulti, sia uomini che donne); ma non mancheranno nemmeno Pallavolo (categorie Under 14 e Under 16 femminili, Under 18 femminile e maschile, Open maschile, femminile e misto), Basket (categorie Under 15 e 18, Senior e Over 40 maschili), e il Beach Tennis, con le finali nazionali dei Campionati AiCS nelle categorie Maschile e Femminile. A Misano, nel frattempo, dopo il campionato di pattinaggio freestyle, nel week end si chiuderà anche la Rassegna nazionale di pattinaggio artistico (memorial “Sandro Balestri”) che porta in pista quasi 2mila atleti. Si è tenuto invece il week end a Cesenatico il campionato di Beach Volley (2×2 maschile e femminile).

Dopo il debutto dello scorso anno, sarà di scena anche il Campionato nazionale di Powerlifting, con gare di sollevamento pesi (Squat e Bench press) per le categorie Youth, Junior, Open e Master (maschili e femminili). Alle competizioni sportive si aggiungono poi, come sempre, momenti dimostrativi e formativi, come quello di Karate, che metterà insieme ragazzi normodotati e con disabilità, motorie o psichiche; e quello rivolto ai rifugiati e ai giovani manager sportivi locali come futuri organizzatori di eventi sportivi, che potranno vivere in prima persona l’esperienza trentennale di Verde Azzurro.

“Siamo felici – afferma Bruno Molea, Presidente Nazionale AiCS – di vedere come questa edizione sia ancora una volta estremamente partecipata. Nell’anno in cui la nostra Associazione festeggia il suo 60esimo anniversario, i valori sui quali è stata fondata restano centrali per la persona, e lo sport ne rappresenta il veicolo perfetto: rispetto, lealtà e inclusione sono le parole d’ordine sulle quali si basa il nostro operato, che siamo lieti di condividere oggi a Verde Azzurro anche con le nuove generazioni di dirigenti sportivi. I grandi numeri di questa edizione sono la conferma del lavoro fatto in questi anni dai tecnici che lavorano seriamente sul territorio per offrire vere opportunità ai propri associati”.

Tutte le gare saranno aperte al pubblico, e si svolgeranno seguendo un accurato protocollo Covid voluto da AiCS, che interesserà tutti i partecipanti e gli ambienti di gara. La manifestazione rientra nel calendario AiCS degli eventi sportivi #BeActive, dedicati alla Settimana europea dello sport.

Verde Azzurro è organizzato dalla Direzione Nazionale AiCS Dipartimento Sport con la collaborazione del Comitato Regionale AiCS Emilia Romagna e dei Comitati Provinciali coinvolti. La manifestazione si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del sostegno delle Istituzioni locali. Partner dell’iniziativa sono Allianz e Tir Group.

Fausto Coppi, nasce il 15 settembre 1919, da Domenico e Angiolina Boveri.

La vita

Incomincia a lavorare a Novi Ligure come garzone in una salumeria, ed è a Novi che incontra Biagio Cavanna, il famoso massaggiatore cieco e ‘santone’ del ciclismo, che tanta parte avrà nella sua trionfale carriera.

La carriera

Fausto disputa la sua prima gara nel luglio del 1937, sul circuito di Boffalora, e nell’estate dell’anno successivo centra la sua prima vittoria, a Castelletto d’Orba. Nel 1939 partecipa ad una corsa a Pavia; in quell’occasione il giovane Fausto conferma le sue eccelse doti senza tradire le aspettative e, come previsto, vince e all’inizio della stagione seguente passa al professionismo, diventando gregario di Gino Bartali alla Legnano. Nel 1940, all’esordio al Giro d’Italia, Coppi dovrebbe limitarsi ad aiutare il suo capitano Bartali, il quale però cade durante le prime tappe ed appare fuori gioco per la vittoria finale. Fausto ha così via libera e s’impone di forza nella tappa Firenze-Modena conclusa in modo trionfale. Conquista la maglia rosa e la difende sino a Milano, risultando così il più giovane vincitore del Giro, conquistato a soli vent’anni. Due anni dopo al velodromo Vigorelli stabilisce il nuovo record dell’ora. L’impresa è compiuta in un clima surreale: il pericolo di bombardamenti spinge gli organizzatori a comunicare un orario falso per evitare assembramenti, e gli spalti rimangono quindi semivuoti. Ma la guerra tarpa le ali al giovane campione: mandato in Africa con la fanteria (Divisione Ravenna) è fatto prigioniero dagli inglesi. Al seguito delle truppe britanniche, come attendente di un capitano, rientra in Italia nel 1945 e viene tesserato dalla Sezione Ciclismo della S.S. Lazio, con la quale corre alcune gare. Nel 1946 nasce il leggendario binomio “Fausto Coppi-Bianchi”, Fausto indosserà per un decennio la famosa casacca bianco-celeste, la maglia di tutte le sue più celebrate imprese. L’arrivo alla Bianchi dà immediatamente i suoi frutti: vince la sua prima Milano-Sanremo con un’epica fuga con ben 14 minuti di vantaggio sul secondo classificato, in seguito quindi si aggiudica tre tappe al Giro (vinto da Bartali), il Grand Prix des Nations, il Circuito di Lugano e, nel finale di stagione il suo primo Giro di Lombardia. Nel 1947, a sette anni di distanza dal primo successo, vince nuovamente il Giro d’Italia. Nel 1948 Fausto centra la seconda accoppiata Sanremo-Lombardia. Il 1949 è l’anno della definitiva consacrazione internazionale. Fausto vince ancora una volta la Sanremo e il giro di Lombardia, e al Giro firma quella che resterà la sua impresa più celebre, con 192 chilometri di fuga nella tappa Cuneo-Pinerolo; il giornalista Mario Ferretti apre la sua radiocronaca con una frase entrata nella storia del ciclismo: “Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo nome è Fausto Coppi”. Conquistato il terzo Giro, affronta il suo primo Tour de France: nessun corridore è mai riuscito a centrare la doppietta Giro-Tour nello stesso anno. Fausto parte molto male, perdendo più di mezz’ora nelle prime tappe.

Poi come d’incanto risorge, dominando le due lunghissime cronometro e staccando tutti alla sua maniera nella tappa Briançon-Aosta. È il trionfo definitivo, e in Francia nasce il mito di “Fostò”. Al Mondiale di Copenaghen, su un tracciato adatto a velocisti puri, si piazza terzo dopo il principe delle volate Van Steenbergen e lo svizzero Kübler. Il 1950 inizia in maniera sfolgorante, con i successi alla Parigi-Roubaix e alla Freccia Vallone. Ma la sfortuna colpisce Coppi forse nel momento migliore della carriera: alla nona tappa del Giro, un corridore che gli è davanti sbanda e Fausto cade; all’ospedale di Trento la diagnosi è senza appello: frattura tripla del bacino e stagione finita.

Il destino si accanisce poi nel 1951 con la scomparsa del fratello Serse, tragedia che segna Fausto nel profondo. Dopo un discreto Giro, terminato con due vittorie di tappa, partecipa al Tour con la morte nel cuore. Nella tappa di Montpellier attraversa una crisi spaventosa, da cui riesce a risollevarsi solo grazie all’aiuto dei fedeli compagni di squadra. Si riprende nel finale del Tour, dimostrando a tutti di essere ancora lui e conquistando la tappa alpina da Gap a Briançon.

Nel 1952, lasciata la cattiva sorte alle spalle e nel pieno della sua maturità agonistica, Fausto mette il sigillo su un’altra fenomenale annata, riuscendo a ripetere la doppietta del 1949: vince tre tappe e classifica finale al Giro d’Italia e addirittura cinque tappe al Tour, portando nuovamente la maglia gialla sino a Parigi. Il 1953 è l’anno della quinta vittoria al Giro ma è soprattutto l’anno del trionfo al Campionato del Mondo: sul difficile circuito di Lugano, Coppi fa letteralmente il vuoto, vittoria questa che segna il punto più alto della sua carriera, ma è anche l’inizio della parabola discendente.

Nel 1954 l’ultima grande vittoria: il Giro di Lombardia, per la quinta volta.

Nel 1955 appare di nuovo in ottima forma: vince il suo quarto Campionato italiano su strada, si piazza secondo nel Giro e nella Parigi-Roubaix, e coglie la sua ultima affermazione in una corsa in linea, al Giro dell’Appennino. Nel 1957, con la maglia della Carpano-Coppi, l’ultimo trionfo in assoluto, al Trofeo Baracchi. Nel 1959 nasce il progetto della “San Pellegrino”: una nuova formazione diretta da Gino Bartali, che dovrebbe avere come capitano proprio Fausto. I due grandi rivali sotto la stessa bandiera, come vent’anni prima. Nel dicembre del 1959, subito dopo essere stato ingaggiato dalla squadra appena costituita dall’amico ed ex-rivale Gino Bartali, Coppi partecipa con alcuni amici ciclisti francesi a una corsa nel Burkina Faso, in occasione dei festeggiamenti per l’indipendenza del paese. Nei giorni successivi prende parte a una battuta di caccia, dove contrae la malaria. Al ritorno in Italia le condizioni del campione si aggravano ulteriormente ed entra in coma. Non riprende più conoscenza e muore alle 8.45 del 2 gennaio 1960, a poco più di quarant’anni. Eccellente passista e scalatore, forte anche in volata, Coppi vinse complessivamente 122 corse in carriera. Indossò per 31 giorni la maglia rosa e per 19 giorni la maglia gialla! L’Airone, così soprannominato da tutti, viene ricordato come il ciclista più popolare ma soprattutto il più grande di tutti i tempi.

Palmares:

5 Giri d’Italia

• 2 Tour de France

• 1 Campionato del mondo su strada

• 3 Milano-Sanremo

• 1 Parigi-Roubaix

• 5 Giri di Lombardia

• 1 Freccia Vallone

• 4 Campionati italiani su strada

• 4 Giri dell’Emilia

• 3 Giri di Romagna

• 3 Giri del Veneto

• 3 Tre Valli Varesine

• 22 vittorie di tappa al Giro d’Italia (31 giorni in maglia rosa)

• 9 vittorie di tappa al Tour de France (19 giorni in maglia gialla)

• Record dell’ora su pista